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	<title>7eyes | </title>
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		<title>Digital News della settimana: novità per Whatsapp Business e Instagram</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Fucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 12:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La pandemia e la situazione storica che stiamo vivendo, porta anche i big del settore a cambiare e aggiornare le proprie piattaforme per rispondere alle nuove esigenze di consumo e di fruizione dei contenuti. Vediamo le più importanti Digital News di questa settimana. Whatsapp Business...]]></description>
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<p><em>La pandemia e la situazione storica che stiamo vivendo, porta anche i big del settore a cambiare e aggiornare le proprie piattaforme per rispondere alle nuove esigenze di consumo e di fruizione dei contenuti.  Vediamo le più importanti Digital News di questa settimana.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Whatsapp Business e gli acquisti in app</h3>



<p><em>Acquisti, pagamenti e assistenza clienti le grandi novità</em></p>



<p><strong>Whatsapp business</strong> sta diventando sempre più uno <strong>strumento completo e versatile per la comunicazione tra azienda e cliente</strong>. Il periodo che stiamo vivendo sta stravolgendo le nostre abitudini di acquisto e le aziende hanno sempre più <strong>bisogno di strumenti alternativi per poter comunicare con il cliente</strong>, dargli assistenza e riuscire anche a <strong>concludere una vendita in modo veloce ed efficace.</strong></p>



<p>Whatsapp business si è rivelato la soluzione. Uno strumento ormai utilizzato da 175milioni di persone, che al giorno d’oggi preferiscono scrivere un messaggio whatsapp all’azienda per ricevere assistenza e sono poi più propensi a concludere l’ordine se questo fosse possibile.</p>



<p>Per questo Whatsapp buisness sta sviluppando funzioni aggiuntive che permetteranno ai clienti di <strong>visualizzare i prodotti disponibili e completare l’acquisto direttamente dalla chat,</strong> seguirà poi anche l’integrazione di un sistema per il pagamento.</p>



<p>Lo step successivo sarà quello di consentire alle attività di integrare facilmente queste funzioni con le loro soluzioni di vendita e assistenza. Un modo per aiutare le piccole aziende, che in questo particolare periodo storico  sono le più colpite.</p>



<p><a href="https://blog.whatsapp.com" target="_blank" rel="noopener">Qui</a> potete leggere l&#8217;articolo direttamente dal blog di whatsapp</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aggiornamenti per il colosso Instagram</h3>



<p>Grandi novità anche in casa Instagram, che punta a dare sempre più <strong>importanza alle dirette</strong> per aiutare i creator a coinvolgere e ampliare maggiormente il proprio pubblico.</p>



<p>Partiamo con la prima grande novità: le <strong>dirette Instagram</strong> estenderanno la loro <strong>durata</strong>, passando ai 60 minuti consentiti di oggi a <strong>4 ore.</strong></p>



<p>Con l’aumento dei contagi da Covid-19, molti paesi stanno adottando nuove misure di lockdown e la piattaforma Instagram si vuole proporre come strumento alternativo per attività a distanza, senza limiti così ristretti di tempo. In questo modo musicisti, artisti, insegnanti e attività sportive, potranno utilizzare Instagram per i loro contenuti dal vivo.</p>



<p>La seconda novità, connessa con la prima, riguarda la <strong>nuova sezione feed.</strong> Con il nuovo aggiornamento sarà presente la <strong>sezione “In diretta ora” sull’IGTv</strong>, così gli utenti che stanno trasmettendo dal vivo avranno una maggior visibilità comparendo nel feed di ricerca in base agli interessi degli utenti. </p>



<p>Che sia anche un modo per rilanciare la funzione IGtv che sembra aver preso poco consenso dal pubblico? Lo scopriremo presto!</p>



<p>Ultimo aggiornamento, ma non per importanza, sarà possibile <strong>salvare le live fino a 30 giorni.</strong></p>



<p>Digital News torna presto con tante altre novità!<br></p>
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		<title>Digital News della settimana: Facebook lancia la Business Suite e tante novità per i Gruppi Pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Fucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 12:13:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni settimana Digital News, le novità social che non puoi perderti. FACEBOOK LANCIA BUSINESS SUITE Facebook lancia Facebook Business Suite, la nuova applicazione pensata per facilitare e unire in tutti gli strumenti social e gestire così tutte le attività in un solo posto. Un mix...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Ogni settimana Digital News, le novità social che non puoi perderti.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">FACEBOOK LANCIA BUSINESS SUITE</h2>



<p>Facebook lancia <strong>Facebook Business Suite</strong>, la nuova applicazione pensata per <strong>facilitare e unire in tutti gli strumenti social</strong> e gestire così tutte le attività in un solo posto.</p>



<p>Un mix tra Creator Studio, la app Pagine e Google Analytics. Questa la soluzione di Facebook per riuscire a soddisfare le esigenze dei <strong>professionisti utilizzatori.</strong></p>



<p>L’applicazione, utilizzabile da telefono sia Android che IOS, da la possibilità di avere una visione d’insieme e visualizzare avvisi e messaggi sia di Facebook che di Instagram (chiaramente è necessario collegare gli account aziendali), programmare post in uscita su entrambe le piattaforme, analizzare i dati statistici di copertura, interazione e prestazione dei post. <a href="https://it-it.facebook.com/business/news/introducing-facebook-business-suite" target="_blank" rel="noopener">Leggi direttamente da Facebook le novità</a>.</p>



<p>Per chi aveva già sul proprio telefono l’applicazione “Pagine” basterà un aggiornamento, per gli altri basterà scaricare la nuova applicazione.</p>



<p>Una piccola anteprima? Nella dashboard si trova anche la funzione “crea post di test”. A quanto pare sarà possibile testare diverse variazione di post che verranno mostrate a una piccola percentuale del proprio pubblico per testare la più efficace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">NOVITÀ IN ARRIVO SUI GRUPPI FACEBOOK</h2>



<p>Facebook <strong>continua la crociata contro la disinformazione e l’incitamento all’odio</strong> e passa attraverso i gruppi, ormai strumento diffuso e arrivato a quota 1,8 miliardi di persone attive nel mondo. </p>



<p><strong>Rimozione diretta </strong>per tutti quei gruppi che diffondono fake news e incitano all’odio, di qualsiasi tipo. Anche agli admin verrà data la possibilità di gestire in maniera più veloce tutti i contenuti che girano sul gruppo. A breve sarà infatti possibile impostare il rifiuto immediato della pubblicazione dei post che contengono determinare parole o link non graditi.</p>



<p>Allo stesso tempo verrà data <strong>maggior visibilità ai gruppi pubblici </strong>nella sezione Notizie degli utenti, in base ai loro interessi, per dare maggiori possibilità di discussione e partecipazione.</p>



<p>Mark non si arrende nemmeno sull’<strong>utilizzo degli hashtag</strong>. Indispensabili su Instagram ma inutilizzati su Facebook, si rivelano uno strumento utile all’interno dei gruppi per poter <strong>categorizzare post e argomenti </strong>di discussione. Gli admin e i membri del gruppo saranno sempre più invogliati ad utilizzare gli hashtag all’inizio del loro post per definirne l’argomento. Resisteranno questa volta?</p>



<p>Passiamo poi alle <strong>modalità di monetizzazione </strong>che sono il vero pilastro portante della macchina Facbook.  Sarà introdotta la possibilità di creare partnership tra brand e creatori di contenuti. Questo vuol dire che le aziende possono finalmente entrare a far parte del mondo dei gruppi pubblici per promuovere i loro contenuti attraverso i creatori.</p>



<p>Novità molto interessante, vediamo come si evolverà nel tempo.</p>



<p>Digital news torna la prossima settimana con tante altre novità!<br></p>
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		<title>Tanti auguri Google. Big G oggi compie 22 anni.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Fucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2020 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Tanti auguri Google &#8211; Il colosso della ricerca di Mountain View oggi soffia 22 candeline. 22 anni che hanno segnato e rivoluzionato il web. Sì, è esistito un mondo senza Google e le ricerche si facevano altrove. La storia di Big G nasce nel più...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tanti auguri Google &#8211; Il colosso della ricerca di Mountain View oggi soffia 22 candeline. 22 anni che hanno segnato e rivoluzionato il web. </p>



<p><em>Sì, è esistito un mondo senza Google e le ricerche si facevano altrove.</em></p>



<p>La <strong>storia di Big G</strong> nasce nel più classico dei garage che ormai le storie della moderna mitologia hi-tech statunitense ci hanno abituato. I padri della creatura che ha rivoluzionato il World Wild Web e il nostro mondo sono <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Larry_Page" target="_blank" rel="noopener">Larry Page</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sergey_Brin" target="_blank" rel="noopener">Sergey Brin</a></strong>, </p>



<p>La data del <strong>27 settembre</strong> è una scelta arbitraria. Il dominio <a href="https://google.com" target="_blank" rel="noopener">google.com</a> è stato registrato il 15 settembre 1997 e la società fu ufficialmente fondata il 4 settembre del 1998, e ancora prima, durante il 1996, Larry e Sergey iniziano a lavorare sull’algoritmo che poi sarà alla base del motore di ricerca. Quindi perchè proprio questo giorno per dire &#8220;Tanti auguri Google&#8221;?</p>



<p>Il <strong>27 settembre</strong> è stata scelta per convenzione dall&#8217;azienda stessa per ricordare il giorno in cui si è registrato il <strong>record di contenuti indicizzati.</strong> Cosa si intende per contenuti indicizzati? Vuol dire contenuti visti e analizzati dal motore di ricerca, elencati e messi in indice come risposta ad una richiesta fatta dall’utente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sapete perchè il nome Google?</h3>



<p>In realtà nasce da un errore di trascrizione al momento della registrazione del dominio. <strong>Il nome doveva essere “googol”</strong>.</p>



<p>Il termine &#8220;googol&#8221; nasce agli inizi del ‘900, quando si presenta l’esigenza di rappresentare numericamente l’infinito. In matematica esiste un simbolo ben preciso, ma come indicarlo negli apparecchi elettronici come ad esempio una calcolatrice?</p>



<p>Fu così che Edward Kasner, matematico statunitense, pensò di rappresentare l’infinito con un 1 seguito da 100 zeri e il suo nipotino di 9 anni, durante una passeggiata suggerì il nome Googol.</p>



<p>Questa parola, che indica l’infinito, era <strong>perfetta per rappresentare la volontà della società di organizzare l’infinita mole di informazioni che ci sono sul web.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>La nostra missione è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili.</em></p><cite>Mission di Google </cite></blockquote>



<p>L’intuizione geniale che consentì a Google di eliminare tutti i suoi concorrenti nel giro di poco tempo fu quella di restituire dei risultati in maniera gerarchica puntando sulla condivisione dei link e non sulla densità all’interno dei testi della parola chiave ricercata.</p>



<p>In base alla <strong>“teoria delle reti”</strong> secondo Larry e Sergey, le pagine che hanno un maggior numero di link sono quelle più importanti e meritevoli a livello di contenuto ed è da questa teoria che sviluppano <strong>il loro modello di motore di ricerca basato sull’analisi matematica delle relazione tra siti web.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Google oggi&nbsp;</h3>



<p>Google ha sicuramente cambiato il nostro modo di approcciarci ad internet e si è conquistato il primato di <strong>invenzione più rivoluzionaria del ventesimo secolo. </strong>Molti altri prodotti sono stati pensati e sviluppati per facilitare molte nostre attività sul web. Basti pensare a Gmail, nato nel 2004, Google Maps , Google Chrome, lanciato nel 2008, e potremmo aggiungere ancora YouTube (considerato il motore di ricerca più utilizzato per i video) e il sistema operativo Android per cellulari. </p>



<p>Ma Google non è solo web, è un’azienda con un occhio costante verso il <strong>futuro e l’innovazione</strong> per questo hanno deciso negli ultimi anni di avventurarsi anche in campi come quello della robotica, della domotica, nella ricerca scientifica e nella guida autonoma.</p>



<p><em>Insomma che dire: Tanti auguri Google, ti auguriamo altri 100 di questi giorni, o forse, visto che nel mondo del web il tempo è relativo e gli anni sono come ere geologiche, sarebbe meglio dire anni?!</em> <br></p>



<p>Vuoi scoprire altre curiosità su Google? Corri sulle stories della nostra pagina Instagram. </p>



<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--1"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-background" href="https://www.instagram.com/7eyes_srl/" style="background-color:#ebeff4;color:#0c2d4d" target="_blank" rel="noopener">Scopri 10 Curiosità su Big G</a></div>
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		<title>La prima impressione conta. Piacere 7 Eyes demand generation company</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Fucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 10:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita in 7Eyes]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sa: la prima impressione è quella che conta, o per meglio dire, il nostro cervello ci mette 1/10 di secondo per formare la prima impressione quando si trova di fronte a qualcosa o qualcuno che non conosce. Persone o aziende, non c’è differenza. La...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Si sa: la prima impressione è quella che conta, o per meglio dire, il nostro cervello ci mette 1/10 di secondo per formare la prima impressione quando si trova di fronte a qualcosa o qualcuno che non conosce.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Persone o aziende, non c’è differenza. <br></h3>



<p>La reazione del nostro cervello è sempre la stessa: guarda, analizza e valuta se ciò che vede gli piace oppure no, quali emozioni gli suscita.&nbsp; Il primo giudizio quindi si sviluppa automaticamente e molto in fretta, dura a lungo ed è difficile cambiarlo. <br>Noi persone possiamo lavorare sulla prima impressione tramite l’abbigliamento, la postura, il tono di voce, la mimica facciale e tanti altri piccoli aspetti, ma un’azienda?</p>



<h3 class="wp-block-heading">La prima impressione di un&#8217;azienda</h3>



<p>L’azienda crea la sua prima impressione attraverso la <strong>sua immagine </strong>e i suoi <strong>canali comunicativi o punti di contatto con il cliente</strong> finale. Tutti questi elementi rientrano nel concetto di brand identity o identità di marca.</p>



<p>Ogni azienda dovrebbe costruire un’<strong>identità solida, chiara, riconoscibile</strong> e duratura nel tempo di modo che il suo target di riferimento possa sempre riconoscerla anche in mezzo a mille altre.</p>



<p>La <strong>brand identity</strong> è composta da diversi elementi che devono rispecchiare l’azienda, rispettandone mission, obiettivi, stile e la comunicazione in tutti i suoi aspetti. Come in una melodia, deve essere tutto coordinato per non stonare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il logo</h3>



<p>La prima impressione dell’azienda è sicuramente <strong>il logo</strong>, il primo elemento visual che crea un flebile contatto con il cliente.&nbsp;</p>



<p>Il logo ha il compito arduo di condensare al suo interno l’essenza, i valori, gli ideali, la mission e l’identità dell’azienda che rappresenta.</p>



<p>Il logo è il nostro vestito, la nostra stretta di mano, è la nostra prima impressione.</p>



<p>Per questo la progettazione di un logo non è cosa semplice. Solitamente si parte sempre da una storia, si associano poi emozioni e valori fino ad arrivare al core aziendale. Nasce così un logo composto da un naming, un logotipo, un colorama e un payoff. 4 elementi che armonicamente comunicano tutta l’essenza aziendale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La nostra prima impressione</h3>



<p>Ma come dicevamo, <strong>tutto parte da una storia</strong>. Se pensate a grandi brand come Nike, Apple, Google, Mc Donald’s, solo per citarne alcuni, hanno storie fantastiche dietro ai loro loghi. Se vi piace l’idea, nei prossimi articoli approfondiremo queste storie, ma oggi vogliamo raccontarvi la nostra.</p>



<p>Questa storia inizia nel 2015 da un’idea imprenditoriale di Francesco, fondatore e titolare di <strong>7Eyes</strong>.</p>



<p>Dopo anni di studi e esperienze lavorative nel mondo del marketing decide di lasciare il tanto ambito “posto fisso” e di mettere a frutto tutto ciò che aveva imparato.&nbsp;</p>



<p>Decide così di aprire la sua agenzia di marketing e per farsi spazio crea il suo <strong>oceano blu.&nbsp; </strong>Sviluppa un <strong>modello di business orientato alla misurabilità dei risultati</strong>, lasciando però da parte tutte quelle metriche di semplice visibilità e focalizzandosi più su <strong>attività a risultato diretto</strong>, come la lead generation.</p>



<p>Questo è il core business di 7eyes, un’azienda che si occupa di marketing e di strategie digitali data driven.&nbsp;</p>



<p>Tradotto in maniera più semplice, non ci limitiamo a pubblicizzare prodotti e aziende, ma cerchiamo, attraverso i dati che gli utenti lasciano continuamente su internet, di <strong>elaborare strategie ad hoc</strong>, creando liste di possibili clienti interessati e quindi con un forte interesse verso il prodotto o il servizio offerto. Questo è possibile grazie ad alcuni strumenti di <strong>marketing strategico</strong> che ci permettono di fare una selezione a monte, <strong>veicolando le nostre campagne solo ad utenti profilati.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro logo</h3>



<p>Ed è insieme a questa storia che che nasce l’idea del logo 7Eyes.</p>



<p>Siamo partiti dal colore: <strong>il blu</strong>. </p>



<p>A livello emotivo richiama la riflessione, la calma e il pensiero ponderato predisponendo verso un atteggiamento di <strong>fiducia e sicurezza</strong>. E’ il colore utilizzato da tante aziende basate sull’interazione tra persone (basti pensare a Facebook, Twitter, LinkedIn, Skype..) e da loghi istituzionali come Polizia e carabinieri.</p>



<p>Questo è quello che vogliamo comunicare ai nostri clienti, con i quali costruiamo rapporti basati sulla <strong>fiducia reciproca,</strong> sul dialogo e il confronto continuo e duraturo nel tempo.</p>



<p>Siamo passati poi alle immagini.</p>



<p><strong>Il 7</strong> è un numero associato a molti significati in diverse culture e tradizioni. Indica completezza, viene considerato come un numero compiuto, che chiude un ciclo.&nbsp;</p>



<p>7 come le virtù e i vizi capitali</p>



<p>7 come i chakra</p>



<p>7 come i giorni della creazione</p>



<p><strong>L’occhio,</strong> organo dei cinque sensi, è il simbolo che ci permette di guardare: guardare avanti verso il futuro, di guardare oltre per essere visionari e creativi e di dare visibilità ai nostri clienti.</p>



<p><strong><em>Come un rebus abbiamo voluto costruire questa immagine che rispecchia la nostra azienda e ciò che facciamo con i clienti che si rivolgono a noi: creiamo e costruiamo visibilità misurabile che duri nel tempo, in un rapporto di fiducia reciproca.</em></strong></p>
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		<title>Tutto parte dall&#8217;analisi dei dati, anche sul web!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Fucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tool e Strumenti]]></category>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p></p>
<p><em>Analisi dei dati: l&#8217;elemento fondamentale da cui partire per qualsiasi decisione. Proprio così, non c&#8217;è aspetto della vita di ognuno di noi che non parta con un&#8217;attenta analisi dei dati, dei numeri, o delle situazioni che ci circondano.  Solo partendo dall&#8217;analisi, è possibile avere un quadro generale e scegliere quale strategia o strada seguire per raggiungere l&#8217;obiettivo prefissato. <br></em></p><p><em><br></em></p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">Analisi dei dati: dalla vita all&#8217;azienda</h2><div><br></div>
<p></p>
<p></p>
<p>Le <strong>attività di marketing</strong> sono fondamentali all’interno di attività di qualsiasi dimensione perché ti danno dei dati e delle informazioni utili per la strategia aziendale. È risaputo che senza una strategia e degli obiettivi definiti da raggiungere non si va molto lontano, piccolo o grande che tu sia!</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Consideriamo questo momento come un reset, uno stop forzato che ci mette di fronte ad un problema che dobbiamo risolvere. Solitamente dai reset si cancella tutto e si riparte. Si cerca di migliorare la situazione, di alleggerire dei comparti, di migliorarne altri, di analizzare cosa ha creato il problema…insomma si fa un’<strong>analisi per capire dove è meglio intervenire.</strong></p>
<p></p>
<p></p>
<p>Il marketing fa lo stesso. Prende i dati di vendita della tua azienda, li analizza e interviene là dove si può migliorare.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Tu, per valutare l’andamento della tua azienda, ti affidi ai numeri. Ti poni degli <strong>obiettivi,</strong> dei parametri con cui <strong>misurare il raggiungimento</strong> degli stessi e grazie a questo, prendi delle <strong>decisioni.</strong></p>
<p></p>
<p></p>
<p>Questo ti dovrebbe far capire fin da subito perché, anche in un momento come questo, dove gli investimenti sono a zero, le attività di marketing vanno portate avanti.</p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">La presenza online</h2><div><br></div>
<p></p>
<p></p>
<p>Nel 2020 è importante per ogni azienda essere presente online. Ti stai chiedendo perché?</p>
<p></p>
<p></p>
<p>-per <strong>presidiare</strong> la rete e il mercato</p>
<p></p>
<p></p>
<p>-per <strong>costruire relazioni</strong> e acquisire nuovi clienti</p>
<p></p>
<p></p>
<p>-per <strong>vendere</strong></p>
<p></p>
<p></p>
<p>Ma attenzione, non basta solo esserci anzi, sarebbe un investimento a perdere essere presenti senza monitorare costantemente ciò che succede nella rete o senza avere una strategia con obiettivi ben definiti. </p>
<p></p>
<p></p>
<p>E tu, imprenditore, non fai investimenti per perdere dei soldi vero? La tua <strong>presenza sul web va curata</strong>, monitorata e analizzata per utilizzarla e integrarla nelle scelte e nelle strategie aziendali.</p><p><br></p>
<p></p>
<p></p>
<h2 class="wp-block-heading">Google Analytics. Lo strumento per l&#8217;analisi dei dati</h2><div><br></div>
<p></p>
<p></p>
<p>Il primo strumento fondamentale e gratuito se sei presente online con un sito internet, è sicuramente <a href="https://analytics.google.com/analytics/web/" target="_blank" rel="noopener">Google Analytics</a>.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Il tuo <strong>sito </strong>è un pò come una <strong>piccola unità aziendale</strong>: ha richiesto un investimento, più o meno grande, e di prassi dovrebbe avere degli obiettivi da raggiungere.&nbsp; Che sia un sito one-page, un e-commerce, un sito vetrina, un magazine…&nbsp; bisogna sempre definire almeno un obiettivo e gli indicatori di performance (che da qui in poi chiamare KPI) per valutarne l’effettivo raggiungimento.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>Google Analytics</strong> è lo strumento di <strong>analisi web per eccellenza</strong>. Non pretendiamo che tu ne conosca ogni singolo elemento, ma almeno saper leggere i dati per scoprire se il tuo investimento sta raggiungendo gli obiettivi prefissati, è nei tuoi interessi. Integrare queste informazioni nella strategia aziendale (online e offline) è fondamentale. </p>
<p></p>
<p></p>
<p>Potresti ad esempio scoprire che molti visitatori del sito arrivano da paesi o mercati in cui non sei presente.&nbsp;</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Potresti scoprire quanto tempo i tuoi utenti trascorrono sulle pagine, o se arrivano sul tuo sito e lo abbandonano subito.&nbsp;</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Grazie a queste informazioni potrai creare delle strategie per migliorare la reputazione del tuo brand e le vendite.&nbsp;</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Quindi se questo strumento non è ancora installato sul tuo sito, richiedilo al tuo web master o alla tua agenzia, e richiedi gli accessi per poter visualizzare i dati, poi integrali nella tua strategia!</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Nei prossimi articoli ti spiegheremo quali dati sono importanti e come leggerli!<br></p>
<p></p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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		<title>Processo di acquisto e concetto di customer Journey</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Fucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Il processo di acquisto è il percorso che conduce un consumatore all&#8217;acquisto di un bene o servizio. Nasce dall&#8217;identificazione di un problema o bisogno che può essere risolto attraverso tale bene. Questo porcesso, qui descritto in maniera molto semplice, in realtà si sviluppa in un...]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <em>Il processo di acquisto è il percorso che conduce un consumatore all&#8217;acquisto di un bene o servizio. Nasce dall&#8217;identificazione di un problema o bisogno che può essere risolto attraverso tale bene.  </em></p></blockquote>



<p>Questo porcesso, qui descritto in maniera molto semplice, in realtà si sviluppa in un percorso molto più complesso e articolato ed è stato definito <em><strong>customer journey</strong></em> (il viaggio del consumatore). Durante questo viaggio il consumatore passa attraverso&nbsp;dei <strong>touchpoint </strong>sia online che offline, che mettono in comunicazione cliente e azienda.</p>



<p>Nel corso degli anni il customer journey ha visto delle evoluzioni che hanno investito di pari passo anche il consumatore e i vari touchpoint.</p>



<p>Prima dell’avvento del digitale, il <strong>processo di acquisto del consumatore </strong>si sviluppava sul <strong>modello AIDA</strong> ( Attention, Interest, Desire, Action) che prevedeva un <strong>percorso lineare e passivo</strong> che portava fino all’acquisto.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo modello di processo d&#8217;acquisto</h2>



<p>Oggi con la <strong>digitalizzazione</strong>, l’avvento dei social e degli ecommerce, il <strong>consumatore</strong> non è più passivo rispetto al mercato, è più <strong>consapevole</strong> e ha modo di approfondire le sue conoscenze prima di effettuare l’acquisto.&nbsp;</p>



<p>Oggi i <strong>brand</strong> si trovano di fronte ad un <strong>continuo giudizio</strong> da parte del consumatore e devono monitorare e presidiare ogni possibile touchpoint con il cliente. É qui che vengono in aiuto strumenti di web analytics (come google analytics) e marketing automation. Ecco perchè si dice sempre che non bisogna mai perdere di vista i dati, le risposte sono tutte li.</p>



<p>Si possono evidenziare così dei comportamenti di acquisto che prima non erano stati considerati: </p>



<ul class="wp-block-list"><li>chi ricerca online e acquista offline</li><li>qualcuno ricerca e acquista online ma preferisce sempre un contatto finale con il brand andando fisicamente a ritirare il prodotto </li><li>altri utilizza il negozio fisico come show-room per vedere e provare i prodotti per poi acquistarli online.</li><li>chi fa tutto online con la comodità della consegna a casa</li></ul>



<p>L’importante ora è quello di creare un feeling, un rapporto cn il proprio cliente per fare in modo che ad un acquisto ne seguano molti altri.</p>



<p>La definizione customer journey quindi non basta più, si parla di <strong>consumer decision journey </strong>che alterna <strong>fasi di interesse, conoscenza e consapevolezza a fasi di decisione e azione</strong>. Questi punti di contatto possono essere sia online che offline e possono essere gestititi direttamente dall’azienda oppure indirettamente come nel caso del passaparola, delle recensioni o delle community online.</p>



<p>Le parole chiave di questo processo da parte del consumatore sono <strong>autonomia, indipendenza ma soprattutto consapevolezza.</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://7eyes.it/wp-content/uploads/2020/03/customer-Journey-1024x640.png" alt="" class="wp-image-805"/><figcaption>Consumer decision journey</figcaption></figure>



<p>Come vedete il processo è suddiviso in 5 fasi e diversi touchpoint che spostano il consumatore da una fase all&#8217;altra accompagnandolo fino alla conversione. Proviamo ora a descrivere il percorso di un potenziale cliente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il processo d&#8217;acquisto: spiegazione pratica</h2>



<p>Nella <strong>fase di Awareness</strong> va svegliata nel consumatore quella che è definita    la domanda latente. Sarà compito del brand, grazie ai touchpoint presenti in quella fase, mettersi in contatto con il suo potenziale cliente. Ad esempio una buona ads su Facebook targettizzata correttamente potrebbe andare ad intercettare persone in linea con il nostro brand e scatenare in loro interesse verso la nostra azienda. Ecco che subentra la fase di consapevolezza: IL BRAND ESISTE NELLA MENTE DEL CONSUMATORE.  Qui lo scopo è quello di suscitare interesse nell’acquirente per fargli fare un piccolo passo all’interno del processo d’acquisto. Incuriosito dall’annuncio, il cliente clicca e atterra sul nostro sito, dà un occhiata ed esce.</p>



<p><strong>Fase Cosideration:</strong> il brand raccoglie i dati del consumatore e iniziano le attività di remarketing. Come Pollicino, anche il consumatore lascia piccole briciole dietro di sé, lungo il suo cammino. Riproponendogli adv mirate, ci sarà una buona possibilità che torni sul nostro sito dove, a questo punto, gli chiederemo di compiere un&#8217;azione in più, ad esempio una mail per farlo iscrivere alla nostra newsletter proponendogli in cambio un qualcosa di valore. Parliamo quindi di micro-conversione, un passo in più verso l’acquisto.</p>



<p>La mail ci sarà utile per avere un contatto diretto con il consumatore dove inviargli informazioni, promozioni e comunicazioni a lui dedicate. Ricevute le nostre mail potrebbe decidere di cercare maggiori informazioni sul nostro prodotto tramite una ricerca su google (definita ricerca navigazionale) trovando così forum, commuinty, social o recensioni sui prodotti. </p>



<p><strong>Fase Purchase:</strong> dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie, il consumatore decide di effettuare l&#8217;acquisto online o in negozio. </p>



<p>Vedete fino a questo punto, quanti touchpoint e quanti diversi device possono entrare a far parte del processo?</p>



<p>Le ultime due fasi che seguono quella di acquisto, sono rivolte ad attività di customer care e fidelizzazione del cliente, per far si che diventi un advocacy, ossia un cliente fedele che per primo racconti ad altri i valori e i prodotti del brand.</p>



<p>Il cliente non è più fedele al marchio ma è sempre più orientato a <strong>esperienze di acquisto uniche e personalizzate</strong> in base ai propri gusti e necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strategia e touchpoint</h2>



<p>Ma <strong>attenzione</strong>, essere presenti in tutti i touchpoint senza una strategia studiata ad hoc può fare più danni che altro. Aprire pagine social senza una strategia, degli obiettivi e un piano editoriale studiato non serve a nulla. Creare un sito internet senza aggiornare le informazioni al suo interno e abbandonarlo al suo destino non è utile. Investire budget in ads non targettizzate e orientate solo alle metriche di vanità (like e follower) non vi farà ottenere niente di nuovo. <br>E’ importante presidiare ogni touchpoint con criterio, strategia e professionalità perché ognuno di essi è un contatto con il consumatore e un passo verso la conversione, ma ricordiamo che il consumatore non utilizza il web solo per acquistare ma anche per raccogliere informazioni sui prezzi, i dettagli del prodotto e le recensioni degli altri utenti.<br><strong>Meglio pochi, ma ben studiati e curati, in grado di dare un&#8217;esperienza unica al cliente!</strong></p>



<p>Inoltre ricorda che l&#8217;utente vuole  informazioni e le vuole  subito. <br>Ecco spiegato l’alto tasso di rimbalzo per siti web lenti,  informazioni e ads veicolate da formati video, connessioni super veloci&#8230;</p>



<p>Dovete pensare che ad oggi è stato dimostrato che la capacità di concentrazione di un essere umano è ormai inferiore a quella di un pesce rosso che si attesta sugli 8 secondi. Sì, avete capito bene, abbiamo una capacità di concentrazione sotto gli 8 secondi! È un dato importante da tener conto nella costruzione della propria strategia digitale.</p>



<p>Quindi costruisci il tuo <strong>personale customer journey</strong> partendo dall’analisi delle tue <strong>buyer personas</strong> (clienti tipo. Attenzione non quelli che vorresti tu, ma quelli che sono in target con i tuoi prodotti e servizi) e individua i possibili touchpoint che puoi creare per portare il consumatore a diventare il tuo ambassador.</p>



<p>Se vuoi costruire una strategia efficace per il tuo brand contattaci. Saremo felici di aiutarti!<br></p>
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