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		<title>Marketing e strategia in tempo di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Si, il momento è difficile e delicato. Che tu sia una grande azienda con centinaia di dipendenti, una piccola impresa o un libero professionista, siamo tutti nella stessa barca. Le preoccupazioni vanno ai dipendenti, ai pagamenti, ai mutui…chi ha tempo di pensare a marketing, strategia ed investimenti in tempo di crisi? Verissimo ma…si c’è un ma. Stiamo attraversando un momento storico ed economico nuovo, che nessuno di noi ha mai vissuto, per questo, lo vogliamo analizzare insieme a voi ci affidandoci ad alcuni semplici concetti di macroeconomia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ciclo economico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In <strong>macroeconomia</strong> si definisce l’attività economica secondo dei cicli economici caratterizzati dall’<strong>alternanza di fasi</strong> con diverse intensità dell’attività. Dobbiamo immaginare il ciclo economico come una montagna che sale e scende. Nell’attività in salita si parlerà di <strong>boom economico</strong>, ma subito dopo ne corrisponderà un’attività in discesa definita <strong>crisi economica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da sempre le crisi economiche, avvenute per cause come guerre, carestie e altro, servivano necessariamente al mercato per eliminare quelle aziende che per <strong>incapacità produttiva, modello di business inadeguato o incompetenza </strong>non riuscivano a creare un <strong>reale “valore”</strong> agli occhi del cliente/ mercato e quindi ne uscivano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che stiamo vivendo in questi giorni sta portando il nostro sistema ad una nuova crisi, differente da quelle del passato, ma il risultato non cambia. Ci aspettiamo però che, come in montagna, subito dopo la discesa, ci sarà una risalita e quindi un boom economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questo, è importante valutare la situazione di crisi, le restrizioni che il consumatore è obbligato a vivere e questo porterà una maggior consapevolezza domani, andrà a lavorare sul <strong>livello psico-economico</strong> delle persone che saranno <strong>pronte a spendere e a dar maggior valore </strong>alle cose rispetto a prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguendo questo ragionamento, una volta superata la crisi, saremo di fronte ad un nuovo <strong>ciclo economico in salita.</strong> L’importante è dare un valore aggiunto, magari rivedendo il proprio modello di business, insomma <strong>è importante portare a casa una lezione</strong> da questa situazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione attuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che oggi più che mai, tu possa capire l’<strong>importanza del digitale</strong>. Ad oggi a molte attività è stato imposto il fermo. Credo che nessun imprenditore voglia mai trovarsi ad un obbligo forzato di chiusura. Niente produzione, niente vendite, niente incassi. <strong>Tutto a zero.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende o le attività che in questo momento stanno andando avanti sono quelle che <strong>guardano verso il futuro</strong>, che hanno attivato lo <strong>smart working </strong>per far lavorare comunque i propri dipendenti al sicuro dalle proprie case, o ancora chi si è attivato con <strong>ecommerce </strong>per poter continuare l’attività di <strong>vendita online </strong>o con un servizio di <strong>consegne a domicilio</strong>.  Si tratta di strategie che si attuano in momenti di crisi per non fermare attività e produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È chiaro che tutte queste attività dipendono anche dalla natura del servizio o del prodotto offerto, ma in un mondo sempre più digitale, è fondamentale <strong>innovarsi e comunicare la propria innovazione</strong> a più persone possibili. <strong>Mantenere un contatto</strong>, anche se virtuale, ma continuo con i propri clienti. Ma se su internet non sei presente come comunichi con loro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo quello che ti consigliamo di fare in questo momento è di <strong>riorganizzare e rivedere gli obiettivi e le strategie aziendali</strong>, noi siamo qui per aiutarti nel campo che più conosciamo.&nbsp; Ragiona, mantieni il controllo e approfitta di questo momento per migliorare alcuni aspetti aziendali, così sarai pronto per ripartire alla grande.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Porsi le domande giuste</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco 4 domande da cui partire per capire come il Marketing e la strategia in tempo di crisi possono essere utili:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Come posso migliorare il mio business?</li><li>Come comunico la mia azienda al mondo?</li><li>Ho un crm (software per gestire le relazioni con i clienti) valido e che mi aiuta nella gestione dei clienti?</li><li>Come posso migliorare l’esperienza di acquisto dei miei clienti?</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">A prescindere dal modello di business e dal prodotto o servizio venduto, è fondamentale costruire e mantenere nel tempo una comunicazione diretta con i nostri clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo e molto altro ti racconteremo nei prossimi articoli. Un aiuto immediato e concreto per fare dei piccoli passi verso il futuro. Ricordiamo sempre che, come insegnava Darwin con la sua teoria sull&#8217;evoluzione della specie, anche nel business, chi non si evolve rimane indietro e rischia l&#8217;estinzione.<br></p>
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		<title>Mancanza di risultati: 4 errori comuni che attribuisci erroneamente alle attività di marketing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 14:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Ormai le hai provate tutte. Hai creato il sito internet, hai attivato campagne a pagamento e hai aperto i canali social nonostante tu non ne capisca il vero potenziale, ma niente, le vendite non aumentano, i clienti sono sempre gli stessi e c&#8217;è una continua...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Ormai le hai provate tutte. Hai creato il sito internet, hai attivato campagne a pagamento e hai aperto i canali social nonostante tu non ne capisca il vero potenziale, ma niente, le vendite non aumentano, i clienti sono sempre gli stessi e c&#8217;è una continua mancanza di risultati.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Hai mai pensato di guardare anche altrove? Molto spesso ci sono errori che commettiamo senza nemmeno accorgercene, dando poi la colpa ad attività che non danno i loro frutti, ma forse quello che stiamo sbagliando è altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Escludendo alcuni <strong>fatti imprescindibili dei mercati</strong>, come la <strong>concorrenza</strong> e la loro caratteristica di essere finiti e con <strong>limiti oggettivi</strong>, tutte le aziende almeno una volta hanno commesso uno di questi errori. Errori che hanno mandato i clienti altrove. Sei pronto a vedere se anche tu sei inciampato in uno di questi sbagli? Del resto la prima buona analisi parte da se stessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. NON USCIRE DALLA PROPRIA COMFORT ZONE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La frase che racchiude meglio questo concetto è la classica <strong>“noi abbiamo sempre fatto così”</strong>. Già, ma aver sempre fatto così non vuol dire aver sempre fatto giusto e ottimizzato i risultati.<br>Per aprire la tua azienda ti sei messo in gioco, hai rischiato, per un sogno, un ideale, un progetto&#8230;qualcosa ti ha detto di rischiare e buttarti, e hai fatto bene perché ora sei arrivato fino a qui. Nel tempo però hai continuato a <strong>compiere sempre le stesse azioni</strong>, le stesse scelte, e ti sei costruito tutto attorno una <strong>rete di sicurezza</strong>, non hai più corso dei rischi.<br>Spesso questo atteggiamento è <strong>controproducente</strong> perché ti obbliga a investire creando sempre una forma di protezione intorno a te, seguendo una strada sicura e già battuta che probabilmente <strong>in termini economici</strong> sarà anche più <strong>costosa</strong> o più <strong>lunga</strong>, sicuramente più <strong>noiosa</strong>. I tuoi concorrenti invece, che rischiano, possono essere più competitivi in ottica di tempo, di prezzo e di servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il cliente cambia, mentalità, età, gusti&#8230;quello che poteva piacergli qualche tempo fa ora non gli piace più, quindi per non annoiarlo è <strong>fondamentale cambiare tattiche </strong>per dargli la sensazione di un prodotto sempre nuovo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardata i grandi brand, banalmente le lamette da barba, basta inserire una nuova lama, per proporti il nuovissimo rasoio che non puoi assolutamente perderti, eppure il prodotto è sempre lo stesso, anche con una lama in più!</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. NON DARE IMPORTANZA ALL’ASSISTENZA CLIENTI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di <strong>brand emozionali</strong>, di <strong>umanizzazione</strong> del marketing&#8230;in un mondo <strong>sempre più connesso</strong> il cliente vuole il contatto, non vuole essere un numero. Se cerca un’informazione la vuole trovare rapidamente e forse è importante che quella informazione la trovi direttamente da te.<br>Aprire un <strong>canale diretto</strong> con il cliente è fondamentale per costruire un rapporto basato sulla fiducia e il rispetto.<br>Ma attenzione, chatbot e risposte automatizzate non sempre sono la soluzione perché eliminano il coinvolgimento emotivo e non creano quell’<strong>empatia che umanizza il brand</strong>. Per capire come integrare automazioni e contatto diretto bisogna analizzare i dati e misurare i risultati di ogni attività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. VENDERE NON E’ SEMPLICE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo sempre visto la vendita come un semplice processo composto da due soggetti, uno con un bisogno e un secondo che può soddisfarlo, nel momento in cui si incontrano avviene la vendita. Ma in realtà non è così semplice. Il processo di acquisto prevede più fasi che allontanano tra loro il riconoscimento del bisogno e l’azione dell’acquisto.<br>Negli ultimi anni si sente spesso parlare di<strong> funnel di vendita</strong>, un imbuto immaginario in cui il potenziale cliente entra e percorre, fino ad arrivare all’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come ogni percorso, c’è un diverso <strong>punto di contatto tra aziende e cliente, </strong>e non tutti arrivano fino alla fine. Molti abbandonando il processo lungo il percorso.<br>La logica rimane sempre la stessa e da questa bisogna partire:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Il consumatore identifica un bisogno/problema</li><li>Cerca una soluzione per risolverlo</li><li>Seleziona delle alternative, studia le informazioni, fa ricerche</li><li> Decide e acquista</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questa sia la prassi, è importante non focalizzarsi troppo sull’ottimizzazione di ogni passaggio. Voler tracciare ogni dato, ogni movimento del cliente è si importante, ma non deve farci <strong>perdere di vista l’obiettivo</strong> che è la vendita e per quanto il nostro funnel possa essere ben costruito non tutti arriveranno all’acquisto. Per questo preferiamo parlare di conversioni e non di vendita. La conversione è l<strong>’inizio di una relazione commerciale </strong>che non per forza di conclude con un acquisto da parte del cliente, ma ha lasciato una traccia, un filo tra voi e lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. NON CONSIDERARE IL POTERE DEI SOCIAL E DELLA RIPROVA SOCIALE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Avete mai sentito parlare di <strong>riprova sociale</strong>? E’ un f<strong>enomeno psicologico</strong> dettato dal nostro <strong>senso di identità</strong> in quanto essere sociali appartenenti ad una “tribù”. Questo fenomeno ci spinge a conformarci a ciò che gli altri fanno. E’ possibile sfruttarlo a proprio vantaggio e viene visto come un <strong>potente strumento di marketing.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché? Considera questo:</h4>



<ul class="wp-block-list"><li>L&#8217;opinione di una persona che conosciamo ha più peso rispetto a quello di uno sconosciuto o di un’azienda</li><li>Il parere di molte persone ha più peso rispetto a quello di molti individui</li><li>Ciò che viene detto da  influencer e celebrità ha un peso maggiore rispetto quello di una persona comune</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa vuol dire tutto questo? Che non devi sottovalutare il <strong>potere dei social,</strong> di quello che dicono di te e dell’opinione che hanno di te, ma soprattutto puoi sfruttare questo comportamento a tuo vantaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgere <strong>microinfluencer di settore </strong>può portarti buoni numeri in termini di portata e coinvolgimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiaramente tutto va valutato, perchè la scelta sbagliata può portare a risultati opposti e rovinare tutti gli sforzi fatti. Per questo è sempre fondamentale monitorare e controllare cosa viene detto in rete di noi! </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ti sei riconosciuto in uno di questi errori? Ora ti è più chiaro che molto spesso la mancanza di risultati è riconducibile a scelte o azioni che nulla c&#8217;entrano con le strategie di marketing messe in atto in azienda. Ma non ti preoccupare sei sempre in tempo per rimediare!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti interessano questi e altri argomenti, rimani aggiornato per contenuti nuovi ogni settimana. </p>
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